L'APERTURA ALL'ESTERNO:
1973-1977
In autunno si discute sulle direttive future della società;
chi vuole mantenerla a livello di "squadra di amici", chi (Vanni Gnudi,
Claudio Massari e la maggior parte dei giovani) vuole tentare di fare qualcosa
di più.
Vince questa seconda linea che porta Vanni Gnudi alla vice presidenza (presidente
è ancora Vincenzo Chia) e dal 1974 alla presidenza per i successivi quattro
anni.
La questione fondamentale è la scelta di un allenatore non proveniente
dall'ambiente.
Gnudi sceglie Gilberto Masi, che rimane tre anni con discreti risultati e dà
alla squadra un cambio di mentalità.
Intendiamoci, Masi non è un mago della panchina, ma la squadra si allena
seriamente, si gioca per vincere e soprattutto non si è più condizionati
da amicizie o altro nelle scelte tecniche.
In questo clima arrivano anche i rinforzi da società più importanti,
anche se si opta per ragazzi del quartiere, conosciuti ed affidabili; nello
spazio di due anni arrivano Stefano Quadrelli dalla Pallavicini, Paolo Baravelli
dal Gira, Andrea Ferioli ed Evaristo Lodi dalla Fortitudo, Gabriele Pozzi e
alcuni ragazzi del vivaio che, seguito da Masi è cresciuto numericamente
e in qualità (Bruno Stori e Luca Zoni).
Unico neo, Claudio Tonti, il prodotto migliore del vivaio se ne va, giustamente,
per giocarsi la sue carte in Promozione con il Murri di Roberto Martini.
Il 1973-74 dà i soliti risultati di centro classifica e a fine stagione
Giulio Peli, che era rimasto come Dirigente Responsabile pur non condividendo
la nuova linea societaria, abbandona con il suo gruppo (Vincenzo Chia, Gianni
Brandani, Alberto Gagliardi) in verità non molto coinvolto o coinvolgibile
nel momento cruciale delle scelte e da questo momento si sollevano polemiche
che continuano negli anni a venire.
La strada comunque sembra quella giusta, con la conferma di Masi e la nomina
di Mauro Bovoli ex giocatore delle giovanili come Dirigente Responsabile si
arriva all'ottima annata del 1974-75.
In quest'anno c'è anche da rilevare una grossa novità societaria:
l'avvento delle sponsorizzazioni.
La prima ditta abbinante è ARSPEGO che non assicura grandi cifre ma da
senz'altro una mano alle deficitarie casse societarie ed inoltre si dimostra
uno sponsor molto attento alle sorti della squadra, sempre presente in casa
ed in trasferta e pronto ad offrire generose cene a fine partita.
Il clima insomma è quello giusto e i risultati vengono: 1° posto
nel girone (10 vinte e 2 perse), 3° posto nel gironcino di semifinale e
vittoria nella finale per il 5° posto assoluto del campionato di Prima Divisione
contro i Bulldogs Allemandini di John Mc Millen.
Si sfiora l'accesso al campionato di Promozione e si conquista comunque il diritto
di partecipare alla Prima Divisione Eccellenza l'anno successivo.
La palestra di casa (Corticella) è sempre piena di gente e soprattutto
di ragazzini della parrocchia che con questo stimolo cominciano quasi tutti
a giocare per la secchia.
La squadra ha fatto forse più di quanto fosse prevedibile, con un ottimo
rendimento degli uomini di punta (il pivot Stefano Quadrelli, l'ala Andrea Ferioli
ed il play Fabio del Duca) un ottima annata di Paolo Baravelli dopo un primo
anno leggermente opaco, ed un ottimo apporto da parte di tutti gli altri.
La società comincia a farsi conoscere e viene invitata al torneo estivo
di Anzola dove ben figura(2° posto sconfitti dai padroni di casa per un
punto).
Per il 1975-76 ci si potenzia ulteriormente.
Innanzitutto economicamente con l'arrivo del nuovo sponsor Culligan, conosciutissimo
nell'ambiente per avere per anni abbinato il suo marchio al Casalecchio in serie
D.
Dal punto di vista tecnico, Masi congeda gli ultimi "vecchi" rimasti
(Massari e Gnudi) e inserisce Tony Lenzi, ottimo pivot proveniente dal Casalecchio,
un play di riserva a Del Duca, Alessandro Bonetti dalla Pallavicini, un buon
cambio dei lunghi come Roberto Lorenzini ed infine l'ottima guardia marchigiana
Sergio Concetti che disputerà ottime annate in maglia Secchia.
Francamente è uno squadrone costruito per i vertici del campionato di
Prima Divisione di Eccellenza ricordando che in questo periodo ci sono a Bologna
solo otto società in categoria nazionale (Virtus e Fortitudo) e dodici
squadre in Promozione; le avversarie sono praticamente squadre di comuni che
ora partecipano a campionati nazionali (Andrea Costa Imola, Castel San Pietro,
Medicina, Anzola, ecc..).
Non si sono però fatti i conti con la sfortuna.
Per il girone di andata tutto va per il verso giusto e si arriva all'ultima
giornata con lo scontro al vertice, un pienone di pubblico a Corticella, tra
il Medicina primo in classifica e la Secchia Culligan seconda.
Da questa partita persa iniziano i guai.
Una serie di infortuni a catena Bonetti, Lorenzini, Del Duca, Lenzi, Tiburzi,
Baravelli part-time per il servizio militare e Quadrelli che lascia la squadra
per un lungo periodo per motivi personali.
Non ci sono ricambi perché tutti i giovani del vivaio, tranne Zoni, insieme
con i tagliati degli anni precedenti hanno formato una squadra che partecipa
alla prima Divisione e non possono quindi essere utilizzati.
Questa ultima circostanza, decisa in una burrascosa assemblea, sarà oggetto
per anni di discussioni e polemiche.
Morale, nel girone di ritorno si vincono solamente due partite e se ne perdono
molte di uno o due punti, compresa l'ultima decisiva a Medicina, che costa il
5° posto, ultimo posto disponibile per accedere alle finali a vantaggio
del Castel San Pietro.
Per un soffio si evita l'esclusione dal campionato di Eccellenza per l'anno
successivo: 1976-1977.
Masi se ne va al Corticella, anche per questioni economiche, Bovoli lascia vacante
la carica di D.S., ed il presidente Gnudi affida la squadra a Raffaele Garzia,
che si porta come collaboratore (D.S.) Piero Cesari.
Alcuni giocatori se ne vanno (Lenzi, Bonetti, Ferioli, Lorenzini, il rientrante
Tonti) e Garzia impone anche tre giocatori Maurizio e Andrea Albertini ed Alberto
Finesso, ottimi giocatori ma che non legano però con il nucleo storico.
La squadra si spezza in due tronconi e l'allenatore non riesce assolutamente
a gestire la situazione; la società è assente ed è un vero
peccato perché non viene gestita al meglio la nuova sponsorizzazione
Rainbow, che negli anni successivi si orienterà con ottimi risultati
al San Mamolo.
I risultati inizialmente sono altalenanti; dalla prima vittoria in trasferta
ad Anzola ma giocando solo in sei (i due Albertini, Finesso, Del Duca, Quadrelli
e Baravelli) e con già i musi lunghi della panchina tutt'altro che scarsa
(Lodi, Concetti, Pozzi e Tiburzi), a sconfitte clamorose come quella di 27 punti
in casa col San Giorgio che alla fine sarà ultimo in classifica.
La squadra si sfascia e alla seconda di ritorno Garzia rassegna le dimissioni;
non ci sono molte soluzioni possibili e la gestione tecnica viene assunta da
Finesso, allenatore - giocatore, che ha già esperienze al riguardo.
La situazione migliora ma non troppo e si conclude con il pessimo risultato
di sei vinte e dodici perse, ottavo posto finale su dieci squadre.
E' tutto da rifare.