ALL'APICE, MA POI SI
CHIUDE UN CICLO:
1983 - 1987
La società ha acquistato credibilità e in
estate, nonostante si torni a disputare soltanto la Prima Divisione, Quadrelli
riesce a convincere il suo collega ed amico Sergio Sgarzi a giocare nella Secchia.
E' un acquisto importantissimo, tecnicamente, ma anche di immagine perché
Sgarzi ha giocato in serie A con la Fortitudo ed ha vinto l'argento con la Nazionale
Juniores agli Europei di Zara del 1972.
Oltre a Sergio arrivano Giorgio Franchini, ottima ala che risulterà capocannoniere
dell'andata ed il pivot Paolo Marchesi.
La squadra è fatta per vincere la Prima Divisione 1983 - 84 ed intanto
giunge al 3° posto nella Coppa Città di Bologna, eliminata in semifinale
dal Crevalcore.
Vince il girone di qualificazione in campionato con quattordici partite vinte
su altrettante disputate, alcune co scarti abissali, ma la sfortuna ci mette
lo zampino; il primo turno dei playoffs è proprio con il Crevalcore e
pur avendo vinto una partita a testa la differenza canestri condanna la Secchia.
E' una grande delusione, quindici partite vinte, una sola persa, due sole sconfitte
in tutta la stagione ufficiale ad opera del Crevalcore, che rimane anch'esso
fuori dalla Promozione ma si rimane in Prima divisione a scapito di altre società
battute durante l'anno.
Lo stimolo è quindi grande per migliorarsi e per l'anno 1984 - 85 la
società opera un'altra grande svolta.
Arriva l'accordo con la Polisportiva Triumvirato Sezione basket del presidente
Piero Mazza, società che opera nel campo giovanile da anni nel quartiere.
L'intesa è importantissima perché consente di non duplicare sfere
di competenza facendosi una sterile concorrenza e di autogestire al meglio l'impianto
2 Agosto.
Al triumvirato compete la gestione del settore giovanile tranne la squadra di
maggiore età, per ora Cadetti, spettante alla secchia che gestisce oltre
alla Prima Squadra anche il settore amatoriale degli ex giocatori Secchia.
Minibasket alla base di tutto, gestito sia dalle due società, sia dal
centro Sportivo Saffi, emanazione della Secchia in quartiere Saffi, seguito
da Evaristo Lodi e Daniele Dall'Aglio.
Bilanci per ora separati ma rivisti in forma congiunta con l'intento, poi riuscito,
di arrivare ad un'unica tenuta.
Con questa grossa novità si arriva al campionato 1984 - 85 e finalmente
alla tanto sospirata Promozione.
Dopo avere ottenuto il 2° posto nella Coppa Città di Bologna, si
vince il girone di qualificazione di Prima divisione con tredici vittorie ed
una sola sconfitta; nei playoffs sul campo dell'Ippodromo con due vittorie ed
una sconfitta arriva la storica Promozione.
Vale la pena ricordare gli artefici dell'impresa: l'allenatore Fabio Del Duca,
i pivot Corrado Iorio, Paolo Marchesi e Stefano Quadrelli,le ali forti Stefano
Lalumera, Sergio Sgarzi e Vitantonio Brunetti, le ali Giorgio Franchini, Paolo
Baravelli, Attilio Padovano, Maurizio Melloni e Gianfranco Scala, le guardie
Renzo Rimondini, Gabriele Gamberini e Gianluca Tugnoli ed i playmaker Luca Zoni
e Daniele Dall'Aglio.
Il 1985 - 86 rimane finora l'anno
migliore, sotto il profilo agonistico, nella storia della Secchia: i quarti
di finale dei playoffs della Promozione.
La squadra, ancora abbinata Studio Eliografico Santo Stefano, è molto
motivata per la partecipazione al campionato di Promozione; si riescono ad ottenere
alcuni ottimi innesti: i due giovani Fabrizio Nerozzi e Gianluca Ognibene dalla
Salus e soprattutto l'ala Raul Rappini (capocannoniere della squadra) dal Francesco
Francia di Zola Predosa.
Raul, insieme a Fabio Del Duca avranno anche la convocazione alll'All Star Game
della Promozione giocato al Palasport.
Occorre rinunciare a Corrado Iorio, per motivi di tesseramento ad Attilio Padovano
che passerà da allenatore delle giovanili a vice in Prima Squadra e,
forse troppo frettolosamente, ad altri storici giocatori della Secchia.
La squadra ottiene comunque il 4° posto finale nel girone, dopo essere stata
anche al 1° posto alla terza giornata del ritorno, con quattordici vittorie
e otto sconfitte centra al primo tentativo l'accesso ai playoff a otto squadre.
Il palyoff con l'Ancora è combattuto ma dà esito negativo come
risultato ma positivissimo per quel che concerne l'impegno e la partecipazione
di un pubblico che riempie la palestra di un tifo accesissimo.
Per il secondo anno si partecipa al campionato Cadetti, mentre questo è
l'ultimo anno che si organizza l'attività amatoriale con gli ex giocatori
della squadra.
Inevitabilmente si arriva alla
chiusura di un ciclo e l'anno 1986 - 87 è una stagione di scelte sbagliate.
Ci sono innanzitutto problemi societari con alcune dimissioni importanti da
molte cariche direttive (Zoccadelli, Landi, Quadrelli, Dall'Aglio, ecc.) e non
funziona più tanto bene il rapporto con il partner Triumvirato (problemi
di competenze).
Benetti ha portato avanti un discorso di collaborazione con la Salus che darà
qualche risultato in termine di scambio giocatori ma che non sfocerà
in un discorso completo, come auspicato, per la nascita di un polo di basket
ad un certo livello nella Bologna Ovest.
Sulla carta la squadra viene potenziata sostituendo giocatori (Stefano Quadrelli,
Roberto Landi, Gabriele Gamberini) che non accettano il ruolo di comprimari
con tanti sacrifici pari a i titolari.
Il playmaker Fabrizio Nerozzi è militare e Giorgio Franchini subisce
un grave incidente stradale che ne pregiudica campionato e carriera.
Gli arrivi sono sulla carta importanti: i pivot Carlo Orlandi e Giovanni Monti
e l'ala Ivan Damiano, giocatori che hanno disputato campionati di categoria
superiore o ai vertici del campionato di Promozione, conosciutissimi nell'ambiente
cestistico ma ormai di una certa età e forse per questo in parabola discendente.
Il playmaker Gabriele Galli ed il pivot Enrico Malpezzi arrivano entrambi dalla
Salus.
Il vecchio nucleo mal digerisce gli innesti, ci sono troppe prime donne e Del
Duca non riesce assolutamente a gestire la situazione.
Succede quindi di tutto: una serie di sconfitte incredibili, se ne ricordano
cinque per un canestro all'ultimo secondo, l'abbandono di alcuni giocatori con
il conseguente forzato esordio di ben quattro juniores, Ognibene, Rappini e
Marchesi non ripetono l'annata precedente, Rimondini ha problemi di peso e di
forma, Galli è bravo ma discontinuo, Orlandi inizia a giocare a campionato
ormai compromesso, Lalumera e Sgarzi da soli non bastano e per di più
Sergio si infortuna nel momento cruciale.
Si arriva pertanto, con una squadra teoricamente più forte di quella
precedente, all'ultimo posto in classifica, sei partite vinte e sedici perse,
è retrocessione.