RISALITA E CONSOLIDAMENTO:
1987 - 1993
Nell'anno 1987 -88 bisogna dunque affrontare nuovamente
la Prima Divisione che però nel frattempo è radicalmente cambiata
essendo nata la Seconda Divisione che ha consentito alla Prima Divisione di
avere come partecipanti società con una migliore tradizione e potenzialità
tecnica.
Di nuovo occorre cambiare molto.
Si comincia dallo sponsor; dopo sei anni, Studio Eliografico Santo Stefano non
è più marchio abbinante e, tramite Andrea Vicino, viene raggiunto
un importantissimo accordo di sponsorizzazione con Franco Tavoni che, con diversi
marchi (Tavoni Trasporti, Tavoni Air Freight e Tavoni International) garantisce
una buona copertura economica per altri sei anni.
Poi si cerca un nuovo allenatore disposto a ricominciare un discorso basato
sui giovani e ci si accorda con Attilio Padovano, meglio conosciuto come Tommy,
ex giocatore Secchia e vice allenatore di Del Duca, che rientra in società
e imposta un super gruppo basato su juniores e cinque sei seniore selezionati
(Rappini, Lalumera, Malpezzi, Marchesi, Scale e la nuova guardia Andrea Guardigni)
che parteciperà al campionato Juniores, al Città di Bologna ed
alla Prima Divisione.
La mossa è azzeccata e dopo un buon campionato giovanile e una semifinale
del Città di Bologna, si arriva alla immediata risalita in Promozione
con un bilancio di tredici vittorie e quattro sconfitte in campionato e d un
drammatico spareggio con il Cavour, vinto di un punto in trasferta.
E' festa grande e occorre complimentarsi con la scelta coraggiosa della società,
con l'ottima conduzione di Padovano e soprattutto con i giocatori vecchi (ottimi
Rappini con 24.37 punti di media a partita e Stefano Lalumera) e giovani; tra
questi ultimi segnaliamo in particolare Alessandro Vicino, Mirco Moro, Michele
Mazza e Fabio Ventura.
Purtroppo in questa annata positiva bisogna registrare anche una nota negativa;
dalla Associazione Pallacanestro Bologna escono alcuni componenti e una delle
società aggregate: il Centro Saffi degli ex Secchia Evaristo Lodi e Daniele
Dall'Aglio che, per opinioni divergenti sulla conduzione, preferiscono separare
la loro attività dall'associazione.
E' un vero peccato perché da un discorso globale viene a mancare quasi
del tutto la componente reclutamento e Minibasket svolta, anche in seguito,
con ottimi risultati dal Centro Saffi.
Rimangono a far parte dell'associazione la Unione Sportiva Secchia Rapita e
la Polisportiva Triumvirato Sezione Basket.
Ritornati in Promozione si cerca di consolidare la società per non rischiare
innanzitutto una nuova retrocessione.
Il 1988 -1989 vede ancora Padovano
in panchina, il trasferimento temporaneo del campo di gioco in via sperimentale
alla Furla in Fortitudo e gli innesti in squadra di Paolo Melloni, Mauro Sanfelici,
Cesare Cozzani e Piergiorgio Tioli.
Il bilancio finale è di otto vittorie e quattordici sconfitte, 8°
posto finale su dodici partecipanti nel girone e una salvezza raggiunta in maniera
abbastanza tranquilla.
La stagione successiva, 1989 - 1990, con Paolo Cameran in panchina, che sostituisce
Padovano decollato verso livelli semiprofessionistici, vede l'inserimento di
Marco Pinto (ottimo capocannoniere della squadra), Gabriele Giuliani, Moreno
Petroni e, dal vivaio, Marco nRaimondi e Alberto Bianchi.
I risultati sono leggermente in miglioramento, dieci vittorie e dodici sconfitte
e il 7° posto finale, seppure il clima all'interno della squadra non sia
particolarmente sereno.
Come nell'anno precedente, dopo un buon avvio, si registra un crollo quando
l'obiettivo playoffs (6° posto) sembrava raggiunto.
La squadra Juniores, guidata come l'anno precedente da Giovanni Vecchi, raggiunge
ottimi risultati (le finali zonali FIP, il titolo provinciale, regionale e la
partecipazione alle finali nazionali ARCI - UISP).
Prosegue la collaborazione con il settore giovanile Triumvirato che presenta
squadre ai vertici in ogni categoria ed elementi interessati già richiesti
dalle maggiori società e si moltiplicano le iniziative e gli sforzi da
parte della società, con in testa l'instancabile Alfonso Benetti, per
migliorare le posizioni raggiunte, per avviare rapporti con società più
organizzate, per trovare un campo di gioco migliore delle 2 Agosto, ormai ai
limiti per la partecipazione alla Promozione.
Il 1990 -1991 vede innanzitutto
il cambio al vertice della società; dopo nove anni di presidenza Piero
Foresti cede la carica a Fabio Del Duca, anima storica della Secchia Rapita
insieme ad Alfonso Benetti che conserva la sua carica di Dirigente Responsabile.
La squadra viene affidata a Paolo Folli che ottiene un 8° posto finale nel
girone a dodici, con undici partite vinte e undici perse, sfiorando per l'ennesima
volta i playoffs.
Rientra, dopo il precedente vittorioso campionato con il Fiamma, il playmaker
Michele Mazza che sostituisce per un anno Alessandro Vicino in prestito all'Alfa
Basket, giungono il pivot Roberto Franceschi (prestito), Maurizio Buscaglia
e Massimiliano Grandi, mentre si deve rinunciare quasi subito al tiratore Moreno
Petroni per problemi fisici.
Dal vivaio fanno il loro ingresso in squadra Stefano Cottignola, Marco Serantoni,
Paolo Rancan e Ivan Di Scioscio, che vanno ad affiancare gli altri giovani già
presenti in squadra (Moro, Ventura, ecc.).
La squadra Juniores è, grazie all'innalzamento dell'età limite
da parte della FIP, praticamente uguale all'anno precedente e composta in larghissima
parte da giocatori presenti in prima squadra.
Guidata dal giovanissimo Maurizio Buscaglia, si qualifica per le finali zonali,
vincendo tra l'altro, un girone post season di seconda divisione riservato agli
juniores.
Per il 1991 -1992 la squadra si trasferisce nell'impianto del Centro Sportivo
Barca che, seppure molto spartano, è però in grado di ospitare
campionati a livello nazionale e quindi risulta in prospettiva molto interessante.
La squadra è rinforzata con gli arrivi da Granarolo dei due lunghi Stefano
Lepri e Gabriele Marchesini, che rimpiazzano la bandiera biancoverde dell'ultimo
decennio Stefano Lalumera ed Enrico Malpezzi, e dell'ala forte Dario Besia proveniente
dalla serie C di Calderara.
Da segnalare il rientro di Alessandro Vicino al posto di Michele Mazza e soprattutto
il rendimento da protagonisti dei giovani Marco Serantoni e Maurizio Buscaglia
al fianco dell'inamovibile Raul Rappini.
I risultati lasciano inizialmente a desiderare e dopo una serie di lunghe ed
accese discussioni del Consiglio dell'Associazione Pallacanestro Bologna, organismo
in cui si riuniscono i massimi esponenti della Secchia Rapita (Fabio Del Duca
ed Alfonso Benetti) e del Triumvirato (Piero Mazza e Andrea Vicino), si giunge,
per la prima volta nella storia della secchia alla sostituzione dell'allenatore
a campionato in corso.
A Paolo Folli, dopo undici gare di campionato con quattro vittorie e a sette
sconfitte, subentra Vincenzo Vignola, allenatore di nome, con un curriculum
prestigioso soprattutto per quanto riguarda l'attività giovanile.
In effetti Vignola dà una svolta essenzialmente di entusiasmo e coinvolgimento
ed il risultato è un netto ribaltamento nel rapporto partite vinte e
perse (dodici contro cinque per un totale di sedici a dodici) ed il raggiungimento
di una posizione che con la formula del campionato precedente avrebbe portato
ai playoffs.
A livello giovanile si presenta, per la prima e purtroppo ultima volta, una
squadra derivante dall'impostazione societaria voluta da Benetti negli anni
passati, cioè dalla collaborazione tra Secchia rapita, Triumvirato e
Centro Saffi.
Il nucleo è quello dei giocatori nati nel 1975 con qualche atleta nato
negli anni precedenti e con l'innesto dell'atleta brasiliano Milton Nucci ,
frutto di un accordo con la Fortitudo, proprietaria del cartellino, volto all'italianizzazione
dell'atleta per l'attività professionistica.
La squadra, allenata da Maurizio buscagli, partecipa al doppio campionato Juniores
e Cadetti zonali, ottenendo nel primo l'accesso alle finali zonali contro avversari
di tre anni più grandi ed in quello cadetti il secondo posto assoluto
sia zonale che regionale alle spalle del San Mamolo, risultando in prospettiva
il più forte nucleo 75 di Bologna, alle spalle di Virtus e Fortitudo.
Intanto alcuni cadetti, Lorenzo Gnudi in testa, si affacciano alla prima squadra.
Da segnalare infine, che per strutturare al meglio la società, in chiusura
di stagione viene ingaggiato Paolo Cameran, ex allenatore Secchia, come Direttore
Sportivo.
Per il 1992 - 1993 si parte
con grandi obiettivi ma, come spesso accade, in una annata di forti aspettative
si incappa in cocenti delusioni.
La prima squadra viene ulteriormente rinforzata, con notevole dispendio economico,
sulle richieste dell'allenatore Vincenzo Vignola: vengono acquistati il pivot
Carlo Orsi da Calderara, la comproprietà di Dario Besia ed il riscatto
del cartellino di Stefano Lepri.
In prestito dal San Lazzaro Michele Rizzoli, che aveva già giocato nelle
giovanili della Secchia e soprattutto Luca Zarantonello, mentre si dà
il via libera per motivi vari ad altri giocatori.
La squadra cadetti viene iscritta per la prima volta ad un campionato nazionale,
viene rinforzata e affidata nuovamente a Maurizio Buscaglia.
In Promozione il clima purtroppo nonj è quello dell'anno precedente,
Vignola è forse scarsamente motivato e dopo poche partite la squadra
si sfalda.
Occorre aggiungere che l'integrazione con il gruppo Cadetti, molto concentrato
sui propri obiettivi, è praticamente assente e che la società
stessa è molto distante, occupata com'è a risolvere un forte contrasto
interno.
Di fatto si arriva al termine con una salvezza ottenuta solamente passando attraverso
le forche dei playout; si salva solo il solito Raul Rappini, mentre le castagne
dal fuoco vengono tolte da due giovani cadetti Gianfranco Caruso playmaker di
scuola Virtus e soprattutto la guardia Andrea Facchini, prodotto del vivaio
Triumvirato, rientrato dopo due anni di prestito alla Fortitudo e autore di
due memorabili e decisive partite in Promozione.
La squadra cadetti disputa invece un campionato nazionale eccezionale sotto
la guida di Maurizio Buscaglia ed ottiene un 5° posto su venti squadre a
livello regionale, sfiorando le quattro posizioni utili per la successiva fase
interzonale.
Ci si toglie la soddisfazione di battere almeno una volta la Virtus, Rimini,
Modena, Forlì ed altre società professionistiche, mentre si deve
cedere in entrambi gli incontri solo a Reggio Emilia e alla Fortitudo di Damiao
e Sciarabba, poi Campioni d'Italia.
Per concludere negativamente il bilancio dell'annata si deve parlare non del
basket giocato ma della società che vede come unico sbocco della situazione
(dissapori, mancanza di unità di intenti) lo scioglimento dell'Associazione
pallacanestro Bologna e nella conseguente separazione tra Secchia Rapita e Triumvirato.
Questa separazione, dolorosa e non desiderata, riporta la Secchia alla situazione
di una decina di anni prima, dovere affrontare nuovamente il problema dell'organizzazione
dell'attività giovanile, dell'impiantistica e di gestione economica.
Ciò che maggiormente rattrista è comunque il constatare che la
fine di questa esperienza dimostra che non si può giungere alla costruzione
di qualcosa di duraturo se non si superano le ristrette logiche individuali.